Dal racconto di Moravia rispolverato a più di 30 anni dalla morte fino a…

PORDENONE – Nel festival che esplora a 360 gradi il libro e la narrazione letteraria non può mancare un focus sul racconto, inteso non come arte minore ma come una forma di scrittura che sa emozionare il lettore in un tempo più breve, e merita quindi di essere indagata e (ri)scoperta. Pordenonelegge 2020, in cartellone dal 16 al 20 settembre, lo fa attraverso un percorso curato in sinergia con il Fuis – Federazione Unitaria Italiana Scrittori, con la partecipazione del Fondo Moravia e di Federintermedia: si parte nella giornata inaugurale del festival, mercoledì 16 settembre nello Spazio Gabelli alle 11.30, con l’incontro che ci proietterà “Da Moravia ad oggi”, per esplorare i racconti di Alberto Moravia, che hanno ottenuto lo scandalo e lo Strega, e che ci invitano a un confronto, letterario e non, fra la Roma di ieri e quella di oggi. In occasione della riedizione dei racconti di Moravia, ripubblicati da Bompiani in edizione speciale a trent’anni dalla scomparsa del grande scrittore, si confronteranno sul tema Maria Ida Gaeta, direttrice della Casa delle Letterature e ideatrice di ‘Letterature. Festival internazionale di Roma’, con gli autori Lorenzo Pavolini e Yari Selvetella, coordinati dal direttore artistico di pordenonelegge, Gian Mario Villalta. Venerdì 18 settembre, alle 15 nello Spazio Galvani si prosegue con gli scrittori Francesco Piccolo e Gabriele Pedullà, nella conversazione condotta da Gian Mario Villalta, che spiega: «dopo la forma interrogativa del Novecento, che in qualche modo suggeriva una non-soluzione metafisica o provocatoria, si è affacciata in anni più recenti la possibilità di cogliere, attraverso la forma racconto, le interruzioni di coscienza e le epifanie della quotidianità. Il racconto come tramite per scavare nei recessi dell’affettività e nel tempo della vita, lasciando emergere la provenienza enigmatica degli impulsi che dettano incomprensibili ripudi e sorprendenti decisioni».  Sempre venerdì, alle 17.30 nell’Auditorium della Regione l’indagine si sposterà sul racconto giallo: Il “giallo” in una storia breve, ovvero il succo del thriller oppure una sua diversa spremitura? Questo il filo rosso del confronto fra due autori di riferimento della scrittura noir, Luca Crovi e Alessandro Perissinotto. Il “giallo”, si dice, ha degli ingredienti obbligati, e tra questi l’esigenza di rispettare una trama che concede poche vie di fuga. Se lo spazio per lo sviluppo della trama si accorcia, quali sono le conseguenze? Abbiamo il succo del trhiller o una sua diversa spremitura? O forse la ricerca di un colpevole è la motivazione narrativa più propria del nostro tempo? Dello “scrivere breve” fra la narrazione, il commento e l’invenzione di una pausa dentro il tempo converseranno sabato 19 settembre, alle 21 nell’Auditorium Vendramini, gli scrittori Matteo Bussola e Rossella Milone, coordinati da Valentina Berengo. Lo scrivere breve, dunque, come strumento per cogliere il senso di un brivido che attraversa la mente: un gesto, un’immagine, un pensiero, ma anche l’ipotesi improvvisa di un diverso scorrere degli eventi, senza la necessità di un percorso narrativo che si dipana e volge a un esito. Il racconto, dunque, come una pausa dentro il tempo, che non lo può fermare ma coglie la molteplicità degli impulsi che ci pervadono.

Ancora da un racconto si parte per il nuovo progetto del saggista e agroeconomista Andrea Segrè, “E poi?”, firmato a quattro mani con la ricercatrice Ilaria Pertot. Il racconto, che Edizioni Ambiente pubblicherà in ebook e che sarà presentato in anteprima a pordenonelegge domenica 20 settembre – ore 19, Spazio Gabelli – prende il titolo da una hit di Luciano Ligabue, “A che ora è la fine del mondo?”, e attraverso una duplice azione di crowdforesight  – previsione condivisa degli scenari futuri – e di crowdwriting, con finale scritto insieme ai lettori, ci traghetterà a una nuova forma letteraria, la speculative non fiction, un ibrido che permette di raccontare il nostro tempo e la sua evoluzione, fra realtà e previsione. Per immaginare cosa ci aspetta nel futuro del dopo Covid19, se cambierà qualcosa per i ghiacciai che si sciolgono e le biodiversità che si riducono di giorno in giorno.

Fonte: Ufficio Stampa

Alla prossima 🙂

Davide Franchini

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